Presenze, sogni e aldilà
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INCONTRERAI L’UOMO DEI TUOI SOGNI, di Woody Allen – Usa, 2010.

Alfie ha lasciato la moglie Helena perchè, colto da improvvisa paura della propria senilità, ha deciso di cambiare vita. Ha iniziato così una relazione (divenuta matrimonio) con una call girl piuttosto vistosa, Charmaine. Helena ha cercato di porre rimedio alla propria improvvisa disperata solitudine cercando prima consiglio da uno psicologo e poi affidandosi completamente alle “cure” di una sedicente maga capace di predire il futuro...

Bella commedia agrodolce sui deliri senili, la brama di successo, l’opportunismo e le passioni che punteggiano la vita di giovani e meno giovani borghesi occidentali del tutto insignificanti e magistralmente descritti con il solito graffiante humour dal solito Allen. Vien da chiedersi: siamo così pateticamente stupidi?

IL GRANDE DITTATORE, di Charlie Chaplin – Usa, 1940, 126 min.

Torna sul grande schermo dopo un recentissimo restauro il grande classico di Charlie Chaplin, acuta satira del nazismo e del fascismo, contemporanea al momento del loro culminante potere, e della politica razziale.

Straordinario, intramontabile capolavoro. Il Napoloni-Mussolini mi ha fatto ridere fino alle lacrime. Un Duce buffonesco, contadino e rapace che rimanda all’attuale, rozzo ducetto che tanto ci fa vergognare di fronte al resto del mondo.


AMERICAN LIFE, di Sam Mendes – Usa, 2010, 98 min.

Burt e Verona sono una coppia non sposata di trentenni in attesa di una bambina. Sono convinti che dopo la nascita i loro genitori di lui (quelli di lei sono morti) saranno lieti di partecipare alla loro felicità nel veder crescere la piccola giorno dopo giorno. Quando scoprono che invece i due hanno deciso di partire per il Belgio (meta che sognavano da anni) restano profondamente sconcertati. Con Verona ormai al sesto mese vanno in cerca di amicizie del passato o di parenti con cui poter condividere la gioia della nascita intraprendendo così un viaggio da Miami al Canada. Gli incontri che faranno saranno occasione di riflessione...

Un film lento, una storia che si snoda tranquilla sul solido asse dell’amore di Burt e Verona, teneri e dolci, lontani dalle mode, dagli stereotipi e dalle rozze abitudini dei vari personaggi che incontreranno strada facendo.


HEREAFTER, di Clint Eastwood – Usa, 2010, 129 min.  con Matt Damon, Cécile De France, Marthe Keller, Thierry Neuvic.

Marie, anchorwoman di successo della TV francese, viene trascinata in acqua da uno tsunami in Indonesia. Salvata dall’annegamento, si trova a vivere un'esperienza tra la vita e la morte che la segnerà in modo definitivo.
George è un operaio americano che vive a San Francisco ed ha la facoltà di mettersi in contatto con i morti, una capacità che lo espone allo sfruttamento e dalla quale vorrebbe sottrarsi.
Marcus è un bambino londinese che ha perso il fratello gemello Jason in un incidente stradale ed è alla disperata ricerca di alcune risposte.
Marie, donna determinata e razionale, si trova ad essere attratta dall’aldilà e da coloro che dichiarano più o meno truffaldinamente di avere un canale di comunicazione. George rifiuta e rifugge il dono di comunicare con i trapassati. Marcus ha disperatamente bisogno di trovare un contatto con il fratello tanto amato e così simbionte. Tre persone diverse ma ugualmente disperate che alla fine si incontreranno. Finale debole dopo un primo tempo straordinario.


BIUTIFUL, di Alejandro Gonzales Inarritu – Messico, 2010, 138 min. Festival di Cannes – Premio Miglior Attore a Javier Bardem

Uxbal ha due figli che ama profondamente, Ana e Mateo, e una moglie, Marambra, con la quale intrattiene un rapporto conflittuale che li spinge a continue separazioni e a tentativi di riappacificamento. Uxbal vive di manodopera clandestina ammassata in tuguri o, comunque, in condizioni di estrema precarietà. Uxbal si confronta con la morte, anche di minorenni. Uxbal attende la morte, la sua. Uxbal ha un cancro che gli lascia poco da vivere...

Un film cupo in una livida Barcellona che non è la luminosa città delle Ramblas ma un realtà metropolitana atroce, fatta di soprusi, di miseria, di delinquenza e corruzione. Uxbal è uno che vive ai margini, con una donna psicopatica, un fratello viscido e due figli innocenti. La vicenda è ambientata in case lerce e cadenti, appena più accoglienti degli squallidi scantinati dove si ammassano i clandestini cinesi o delle stanze sono sono stipati i senegalesi che vivono della vendita di merce contraffatta. A Uxbal viene diagnostico un cancro: nei due mesi di vita che gli restano da vivere, cercherà di mettere insieme i pezzi della sua esistenza per lasciare ai figli qualcosa affinché essi non lo dimentichino. Quest’uomo sporco e devastato ha dentro di sé qualcosa di terso, di luminoso come il paesaggio innevato nel quale incontra, in un sogno o in una visione, il padre mai conosciuto ma che ricorda grazie a piccole cose: un anello, una cartolina, un racconto sopravvissuto nella sua memoria. E’ un uomo indurito ma che ha, come il George di Hereafter, il dono di parlare con i trapassati. Lo fa per denaro, ma lo farà anche per amore in una delle scene più drammatiche del film. Gli spiriti aleggiano intorno a lui. Ne sentiamo le voci, li vediamo in veste di farfalle nere sul soffitto marcescente della casa in cui vive. E’ nera anche la dolente ragazza che Uxbal aiuta dopo che il compagno è stato espulso e rimandato in Senegal e che farà da madre ai due bambini del protagonista.
Uxbal, fissando per un’ultima volta il soffitto, vedrà che le farfalle sono scomparse.



QUALUNQUEMENTE, di Giulio Manfredonia. Con Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano.

Si ride (amaramente), ma un collage di sketch non si può definire film. Memorabile la scenetta della ricevuta fiscale. Un grandissimo Albanese.



PORCO ROSSO (紅の豚, Kurenai no buta), è un film d'animazione giapponese del regista Hayao Miyazaki, proiettato per la prima volta in Giappone nel 1992. In Italia è stato distribuito il 12 novembre 2010.
Marco Pagot è un asso dell'aviazione militare italiana che, in seguito ad un misterioso incidente durante la Prima guerra mondiale, al quale sopravvive miracolosamente, assume per magia l'aspetto di un maiale antropomorfo. Abbandona dunque l'aeronautica e la vita mondana (compreso l'amore per Gina, la bella cantante di un night club allestito su un'isoletta dell'Adriatico e frequentato da contrabbandieri) e si ritira sulla costa dalmata, guadagnandosi da vivere con le taglie poste sui pirati dell'aria che combatte con il suo monoplano dipinto di rosso (da cui il soprannome "Porco Rosso"). Il film segue le sue avventure tra l'Istria e Milano, in un'Italia immaginaria (ma non tanto) mostrata attraverso splendide vedute aeree, nel conflitto con un pilota americano (Donald Curtis), con i pirati e con il fascismo e nell'amicizia con una giovanissima meccanica (Fio Piccolo).



Una trama non del tutto chiara, una storia insolita raccontata da Hayao Miyazaki, erede di una famiglia di costruttori di aeroplani. L’epopea dell’aviazione durante la grande guerra da noi forse troppo presto dimenticata.

RAPUNZEL - L'intreccio della torre (Tangled) è un film d'animazione prodotto dai Walt Disney Animation Studios realizzato con la tecnica della CGI. Regia: Byron Howard, Nathan Greno

È il 50º classico Disney e si basa sulla fiaba tedesca Raperonzolo scritta dai Fratelli Grimm, di cui è una rielaborazione contemporanea.
La storia è celeberrima. La Disney la rivisita in chiave psicanalitica, con la matrigna cattiva – la rapitrice – che abusa del suo ruolo per piegare a sé l’esistenza della giovane e bella figlia. Un altro magistrale ritratto – con la Regina di Biancaneve e la matrigna di Cenerentola – di madre crudele e spietata. Noiose le canzoni che, in perfetto stile hollywoodisneyano.

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